Rating: G
Genere: Introspettivo
Wordcount: 541
Luca aveva paura di partecipare di nuovo a quell'esperienza. La Game Jam dell'anno precedente era stata carica di positività - tralasciando le ovvie bestemmie ai programmatori, allo sporco, alla polvere, a Just Eat che non consegnava tutto - e piena di condivisione. Ognuno aveva fatto la propria parte, e avevano sviluppato, in fin dei conti, una demo piacevole.Piacevole. Sì, era a pezzi, si bloccava, i collider non agivano - perché i programmatori avevano deciso di andare a lavorare sulle assi x e y, e a dirglielo che non funzionavano! - e soprattutto il video finale era senza audio. Se si riusciva ad arrivare alla fine senza crashare.
Ma in fin dei conti era uscito qualcosa. Di carino, perfino! Con un'estetica pastellosa e personaggi che perfino erano animati, si aveva raggiunto un risultato che era addirittura più che mediocre.
Luca non voleva partecipare di nuovo alla Global Game Jam. Aveva paura di non trovare la stessa sinergia, di avere compagni che lo avrebbero abbandonato a metà strada.
Era stato un suo vicino, a dirglielo. Il loro programmatore, a metà Jam, aveva dichiarato di non sentirsi minimamente preso dal loro progetto. E di essersene andato.
E le disegnatrici che erano fuori a fumare? "Era meglio che ci fossimo unite a voi."
Aveva detto una di loro.
"Venite" gli aveva risposto una ragazza "è troppo tardi."
Nemmeno l'aria fredda riusciva ad allontanare la sensazione di una condanna firmata in partenza.
Alla fine, come ogni anno, si era arreso. Non appena sul gruppo del Polimi si erano aperte le iscrizioni, si era trovato iscritto. Game Designer, senza team, oplà. Era fatta.
Ora doveva solo attendere che la paura tornasse ad artigliarlo con il timore di non riuscire a divertirsi di più.
Tra un'influenza e un'altra dei suoi nuovi compagni, però, Luca si scoprì incapace di dichiarare quella Jam un fallimento totale. Anzi, più ci pensava, più la trovava interessante. Aveva provato un nuovo software grafico - grazie al cielo i programmatori erano sempre abbondanti, anche se non avrebbe mai dimenticato i team composti da sette programmatori e un solo designer e due artisti, schiavi di padroni del codice binario - e provato la pixel art. Il leader, purtroppo, si era dovuto assentare le due nottate per colpa di un'influenza, ma senza arrendersi ad essa. Luca non avrebbe mai dimenticato il suo coraggio, le sue pastiglie, il naso pieno ma nonostante questo la schiena china a programmare, cuffie nelle orecchie, gli occhi stanchi concentrati su un codice che non rispondeva a dovere.
E come gli altri compagni, in mezzo alla penuria di grafici, si fossero arrangiati al meglio, gestendo sound design e video senza averne le competenze. C'erano tutti i presupposti di un disastro, ma alla fine, anche grazie ad una finestra dilatata di tempo, ci erano riusciti. Avevano svolto un intero livello, composto un video di quaranta secondi di intro animato, e creato qualcosa che forse non sarebbe stato al livello dei team più grossi e con 3d artist, certo, ma che aveva al tempo stesso qualcosa di bello. Intimo. Simpatico, addirittura.
Luca non pensava che potesse esserci qualcosa di bello nel dividersi dal proprio team precedente, ma evidentemente non aveva considerato che ogni fine, in qualche modo, porta ad un inizio forse migliore.