[Orgia 5 mannari su cervo, da Dagda]
Ridacchiò la volpe mannara, mentre una iena, dietro di lui, si strofinava i palmi scuri, pronto alla festa. Anche il lupo bianco ridacchiò, abbassandosi i pantaloni che indossava ancora dalla sua forma umana. Appoggiò il membro già rigido contro la guancia del centauro, che si lasciò premere il glande contro la guancia, guardandoli con aria di sfida, le palpebre abbassate. Anche il tasso si aggiunse, dopo aver accuratamente chiuso le porte del fienile. Incrociò le braccia, dando un colpetto col gomito alla lince che attendeva con pazienza il proprio turno. Il centauro, dal delicato corpo di cervo, sbuffò contro il pene del leone, incrociando le braccia. "Mi dispiace, piccolo, ora sei qui con noi, e non uscirai finché non ci avrai soddisfatti tutti e cinque." Il cervo gli tirò un'occhiataccia, e addentò la punta del suo membro, dandogli una veloce succhiata che lasciò il leone senza fiato. "Non sono io ad essere bloccato qui con voi." Iniziò a mugolare, prima di alzarsi su tutte e quattro le zampe, risultando molto, molto più alto di tutti loro. "Siete voi ad essere bloccati qui con me." Le grida di piacere di sei uomini riecheggiarono nel cortile, finché un bambino non si affacciò alla finestra, prontamente tirato in casa dalla madre. "Cose oscure accadono la notte di luna piena. Non uscire mai di casa, mai."
Deluso, il bambino si arrampicò nel proprio letto, pensando che per quanto oscure, sembravano davvero divertenti.