Fai Rumore [Vampire!Kakyoin, JotaKakDio]
Feb. 14th, 2020 12:58 amLe umettò con leggerezza, sollevando le gambe dal tappeto pregiato che gli scaldava i piedi.
Si adagiò sulle coperte di seta, sistemando dietro le orecchie i pochi ciuffi disordinati.
Quando le porte si aprirono, sorrise malizioso. Il sarcasmo gli scivolò sulla lingua, tra i denti appuntiti.
Benvenuti, signori.
Kakyoin si mise sulle ginocchia, aprendo le braccia. Quando i due ospiti furono abbastanza vicini, si aggrappò alle loro gambe, strofinando i lati del viso sui loro fianchi, mugolando come un gatto. I suoi occhi brillarono al buio, mentre la porta si chiudeva dietro di loro.
Mentre veniva spogliato da ogni indumento, mentre gli abiti gli venivano letteralmente strappati di dosso, Noriaki guardava il soffitto, le dita che stringevano onde nere con una mano, e ciocche bionde con l’altra. Quando gli artigli neri gli ferirono l’inguine nella foga, emise un verso infastidito, prima di ridere divertito mentre le ferite si rimarginavano.
Eccolo, nudo e pronto ad accoglierli. Pronto a sopportare tutto ciò che loro desideravano fargli. Alto ma non quanto loro, elegante e soprattutto sottile. Se non avesse bevuto il sangue di Dio, Noriaki si sarebbe davvero preoccupato della ferocia con il quale avrebbero potuto mangiarlo. Si stese meglio sulle lenzuola, stirando i muscoli, gonfiando lo sterno. Dio fu il primo a lanciarsi su di lui, i denti affilati, pronto a prendersi un pezzo di lui. Quando i tentacoli lo strinsero alla gola, bloccandolo con una stretta che gli avrebbe bloccato l'aria, Kakyoin sorrise. Si alzò delicatamente in ginocchio, iniziando a giocare con un polpastrello col petto del vampiro, mentre altri tentacoli andavano a stringergli le braccia, legandogliele dietro la schiena. L'altro ospite, un quasi semplice umano, rimase in attesa. Non voleva rischiare di incappare in una morsa simile, probabilmente. Una mossa saggia.
Ma quando un muscoloso Stand uscì dalla sua schiena, allungando una mano verso i suoi tentacoli, Noriaki si dovette ricredere. Il modo in cui li tirò lentamente, fino a far uscire Hierophant Green dal suo nascondiglio, trascinandolo vicino a sé, fino a poggiare la fronte contro la sua. Kakyoin sentì il proprio Stand farsi di gelatina. Mentre osservava i grandi occhi di Star Platinum, anche The World si materializzò dietro di lui, stringendogli i tentacoli in modo da fargli rilasciare Dio. Noriaki si arrese. Si lasciò cadere contro il corpo di Jotaro Kujo, lasciando che Dio si piegasse su di lui, leccandogli il collo. Mentre chiudeva gli occhi, vide The World scendere su Hierophant, e Star Platinum baciare quest'ultimo sul viso.
Dio lo preparò il minimo indispensabile. Un gesto carino da parte sua, ormai insensibile a qualsiasi tipo di dolore. Noriaki faceva ancora fatica ad abituarsi all'idea di potersi ferire senza temere. Jotaro gli teneva il capo sul proprio ventre, carezzandogli i capelli rossi, lasciandogli mordere un dito per succhiare qualche goccia di sangue. Quando sentì la sua erezione sollevarsi lentamente girò il capo, per poter mordere delicatamente quella, abbeverandosi direttamente dalle vene ingrossate. Dio rise al ringhio del ragazzo, scendendo sul corpo di Kakyoin, per avvicinarsi alla punta di Jotaro con la bocca. Al posto dei denti, però, ci poggiò sopra la lingua, sorridendo al verso che riuscì a strappargli.
Non volevano farlo venire, i vampiri. Si fermarono prima, facendolo sdraiare per poter avere migliore accesso al suo corpo. Noriaki gli salì lentamente sopra, leccandosi il mento, carezzandogli una guancia. Gli sussurrò all'orecchio cose, racconti di orrori notturni pieni di denti e artigli che lo avrebbero trascinato giù, giù con loro in un mondo oscuro fatto solo di baci e silenzio. Perché c'era troppo rumore, tra quelle mura. Troppi gemiti, troppe grida, ringhi di piacere o, in certi casi, troppa poca soddisfazione.
Dio non stava mai zitto e la cosa lo avrebbe fatto uccidere, probabilmente per mano loro.
Fai rumore, gli sussurrò Kakyoin poggiandogli un dito sulle labbra, lasciandolo scivolare nella sua bocca, andando a toccargli i canini.
Fai rumore, e non so se la cosa mi conviene.
Dio incurvò le labbra, e scese leccandogli il petto. Noriaki chiuse gli occhi, lasciandosi prendere dalle braccia forti di Jotaro, dai loro corpi, insieme.
Anche dalle palpebre chiuse, poteva vedere The World e Star Platinum stringere allo stesso modo il suo Hierophant, strizzandolo quasi tra i loro petti, infilandosi in lui allo stesso modo in cui i loro proprietari stavano penetrando Noriaki.
Il nuovo vampiro affondò nel buio in cui già Jotaro era caduto. Era appiccicoso di sudore, di muscoli forti contro la sua pelle, di un solo battito cardiaco che premeva e risuonava forte.
Kakyoin si rigirò in quel buio, baciando con delicatezza la bocca sotto di lui. Jotaro Kujo. Lui non faceva quasi mai rumore. Mentre il suo corpo, sì, faceva rumore, ma in un modo non fastidioso. Non come la risata di Dio. Non come le sue continue lamentele.
Aveva accettato di avere Dio dentro di sé, ma nella sua mente ci sarebbe stato solo lui.
Lui e il suo silenzio, la gentilezza di Star Platinum, la calma dei suoi movimenti. Così lenti, così organici, che da non morto non poteva che apprezzare. Che volere.
Sì, avrebbe fatto suo l'ultimo dei Joestar. Sarebbe bastato un morso, per interrompere tutto quel rumore, e renderlo perfettamente silenzioso.
Per sempre, vicino a lui, a baciarlo mentre Dio lo stringeva. A volerlo, mentre il mondo bruciava. Solo loro tre, a governare su tutto.